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Il contributo si concentra sull’intersezione tra architettura e nozione di ambiente nel contesto dell’allestimento effimero. Esplora come la mostra architettonica abbia affrontato l’ambiente naturale sia come ambientazione spaziale sia come pensiero incorporato nell’esposizione, mettendo in evidenza nuove connessioni tra allestimento, progetto e discorso critico. Seguendo l’ipotesi che “uno dei compiti di un curatore è produrre atmosfera” (Urbach 2010, 14), si sostiene che, grazie alla sua scala, al suo carattere transitorio e alla sua funzione educativa, l’esposizione effimera si affermi come un campo fertile per la sperimentazione progettuale e un catalizzatore nell’indagare l’agency ambientale dell’architettura.
Il contributo si concentra sull’intersezione tra architettura e nozione di ambiente nel contesto dell’allestimento effimero. Esplora come la mostra architettonica abbia affrontato l’ambiente naturale sia come ambientazione spaziale sia come pensiero incorporato nell’esposizione, mettendo in evidenza nuove connessioni tra allestimento, progetto e discorso critico. Seguendo l’ipotesi che “uno dei compiti di un curatore è produrre atmosfera” (Urbach 2010, 14), si sostiene che, grazie alla sua scala, al suo carattere transitorio e alla sua funzione educativa, l’esposizione effimera si affermi come un campo fertile per la sperimentazione progettuale e un catalizzatore nell’indagare l’agency ambientale dell’architettura.
Atmosfere in mostra
Stamatina Kousidi (Autor:in)
2024
Aufsatz (Zeitschrift)
Elektronische Ressource
Unbekannt
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