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Selezionato per partecipare al World Architecture Festival di Barcellona, l’Ospedale di Mestre è fra i primi casi italiani ad incarnare realmente il modello di struttura concepita come una comunità terapeutica a misura d’uomo, in funzione delle esigenze specifiche della persona malata, sensibile al concetto di umanizzazione degli spazi ospedalieri. Ma c’è di più: la volontà è stata quella di stabilire una relazione significativa con il paesaggio nel quale l’ospedale è stato inserito. Non a caso, lo Studio Altieri, responsabile del progetto architettonico, ha scelto Emilio Ambasz come consulente artistico. L’ospedale si inserisce in una zona rurale ancora integra, caratterizzata a ovest da un parco e a nord dall’arco alpino. L’inserimento dell’ospedale in questo contesto non è stato affatto traumatico, piuttosto è stato studiato per creare un dialogo fra architettura e natura.
Selezionato per partecipare al World Architecture Festival di Barcellona, l’Ospedale di Mestre è fra i primi casi italiani ad incarnare realmente il modello di struttura concepita come una comunità terapeutica a misura d’uomo, in funzione delle esigenze specifiche della persona malata, sensibile al concetto di umanizzazione degli spazi ospedalieri. Ma c’è di più: la volontà è stata quella di stabilire una relazione significativa con il paesaggio nel quale l’ospedale è stato inserito. Non a caso, lo Studio Altieri, responsabile del progetto architettonico, ha scelto Emilio Ambasz come consulente artistico. L’ospedale si inserisce in una zona rurale ancora integra, caratterizzata a ovest da un parco e a nord dall’arco alpino. L’inserimento dell’ospedale in questo contesto non è stato affatto traumatico, piuttosto è stato studiato per creare un dialogo fra architettura e natura.
A misura d’uomo
Azzurra Macrì (Autor:in)
2009
Aufsatz (Zeitschrift)
Elektronische Ressource
Unbekannt
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